Il Liceo classico e scientifico di Passo Corese ha un nuovo nome

2 Marzo 2008 Nessun commento

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25 Maggio 2006 Nessun commento

                                                                                                                                                       

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BINARIO UNICO: QUALE SICUREZZA?

22 Marzo 2006 Nessun commento


La ferrovia Passo Corese – Rieti, momentaneamente ridotta ad una eventuale ferrovia Passo Corese – Osteria Nuova è, a parere di molti, un’opera a dir poco bizzarra.
Una delle domande che ci si può porre è quella sul perché voler usare tanto denaro e voler deturpare in questo modo il territorio, per costruire una ferrovia a binario unico.
Effettivamente , in un’epoca come quella in cui viviamo, dove alta velocità e tecnologie fanno da padrone, la sola idea del “binario unico” risulta tanto anacronistica, quanto inverosimile ed inquietante.
Ma cosa può significare costruire una ferrovia con queste caratteristiche?
Forse non tutti hanno preso in considerazione l’argomento da questo punto di vista, probabilmente dando più peso a quello che riguarda il tragitto della ferrovia stessa, con tutti quelli che possono essere i problemi legati al discorso ambientale e paesaggistico.
Si può provare a fare delle considerazioni sul binario unico.
In primo luogo, una struttura di questo tipo, quale ritorno economico potrebbe portare? Diventerebbe qualcosa di almeno paragonabile al servizio offerto dagli autobus Rieti – Roma che partono in genere ogni mezz’ora?
Si potrebbe pensare che , proprio per come nasce , questa debba essere una linea poco trafficata, quindi poco redditizia e poco funzionale.
In secondo luogo c’è poi da considerare la questione sicurezza (sia per quello che riguarda l’eventuale trasporto di merci che di persone).
Nel caso in cui venisse realizzato questo tipo di ferrovia, sarebbe attrezzato in modo adeguato, con sistemi di sicurezza “efficienti” e “ridondanti”,come l’SCMT (il sistema di controllo marcia treno) e la ripetizione segnali continua, che insieme possono garantire quella minima tranquillità per chi viaggia, visto che sono dei sistemi che permettono di regolare da una parte la velocità del treno, e dall’altra permettono di evitare di superare dei semafori rossi ?
Si può spiacevolmente ricordare, infatti, che i più noti e purtroppo anche recenti disastri ferroviari sono avvenuti quasi esclusivamente su tratte a binario unico, generalmente carenti di sistemi di sicurezza, come per esempio l’incidente di Crevalcore (Bologna).
Le tecnologie più avanzate nel campo della sicurezza prevedono una serie di sistemi che consentono di compensare un eventuale errore umano: arrestando il treno, evitando manovre errate e, monitorando la rete da satellite, facendo arrivare, anche tramite una banale telefonata, un allarme.
MA LE TECNOLOGIE E LA SICUREZZA HANNO UN COSTO.
Perché allora spendere tanto per quest’opera dall’utilità poco chiara, quando poi vi sono moltissime linee in attesa del raddoppio dei binari?
Purtroppo la strategia infrastrutturale messa in campo a partire dalla legge obiettivo prevede, oltre ad una accentuazione degli squilibri nel sistema di trasporto ferroviario, anche un ulteriore taglio alle già irrisorie risorse dedicate agli investimenti in sicurezza.
In una visione complessiva del trasporto pubblico, il treno è o dovrebbe essere il perno di un sistema nazionale più efficiente, più affidabile, più economico ed anche più ecologico. Una risorsa per decongestionare il traffico privato automobilistico ed in particolare quello delle merci, sempre più penalizzato dalle normative europee anti-inquinamento.
Visione complessiva che poco si rispecchia nella realizzazione della ferrovia Passo Corese – Osteria Nuova, che apparentemente comporterebbe soltanto questo: drammaticità per quello che riguarda la sicurezza; drammaticità per quello che riguarda l’impatto economico delle opere; drammaticità per quello che riguarda l’impatto ambientale.

UNA POLITICA PICCOLA, PICCOLA

11 Marzo 2006 Nessun commento


Da quando è scoppiato il caso “ferrovia” sono cominciate a comparire timidamente posizioni di singoli esponenti politici che definiremo per comodità contrarie al tracciato. Noi della redazione di Foglia di olivo, pur se compiaciuti per questa novità, non vogliamo tacere sulla coincidenza tra l’apparire del comitato che si oppone al tracciato e l’apparire tra i politici di qualche timida posizione, vagamente e nebulosamente contraria al tracciato; notiamo anche che quelle posizioni si sono fatte più nette man mano che il comitato reggeva e aumentava nelle adesioni. Prima della nascita del comitato era stata prodotta solo aria fritta che non era riuscita nemmeno ad allertare i cittadini. Tuttavia, non è da credere che tutti siano diventati improvvisamente ambientalisti. Accanto a coloro che stanno uscendo allo scoperto, prendendo posizione contro il tracciato, c’è una parte di popolazione e di politici che, cosi come illustrato dal dott. Sviluppini in questo blog, continua a pensare che la ferrovia Passo Corese – Osteria Nuova rappresenti un’opportunità di progresso, nonostante sia ad un solo binario e abbia un bacino di utenza per un solo vagone. In mezzo a questi due schieramenti vi è poi un gruppo di politici che, esperti nella difficile arte funambolica, con artifici linguistici chiari soltanto a loro stessi, tentano di rimanere il più a lungo possibile in equilibrio in attesa di vedere gli sviluppi della situazione. Anch’essi hanno assunto questa posizione perché forzati dagli eventi; fino a qualche mese fa era facile leggere le loro posizioni sui giornali o sentirli discettare dell’avvenire e dello sviluppo del territorio, riferendosi a questa o a quella opera, piccola o grande che sia, purché impattante e possibilmente gigantesca. A questo ultimo schieramento fanno capo solo politici. La gente non ama essere ambigua: o è a favore o è contro; e vorrebbe anche dai politici altrettanta chiarezza. Che cosa ci riserberà il futuro? Comunque vada assisteremo, con ogni probabilità, al delinearsi della chiarezza tanto ambita dai cittadini. Se la ferrovia non verrà finanziata, non si troverà, un solo politico disposto a dire di averla voluta e tutti diranno di averla combattuta. Se il progetto dovesse essere finanziato, la posizione dei politici favorevoli al tracciato sarà di esultanza, quella dei contrari dell’ultima ora sarà di sdegno; quella dei funamboli non avrà più giustificazione di rimanere tale (avendo già contribuito al risultato), e molti di loro, o forse tutti, si ricicleranno come fieri avversari delle devastazioni del territorio, diventando acerrimi nemici delle grandi opere e quant’altro. Nel mezzo rimarranno solo i cittadini, con tanta rabbia in corpo, a chiedersi perché mai dovrebbero dare il loro voto a persone che hanno preferito la poco edificante retorica alla concreta operatività, la nebulosità a gesti concreti come per esempio darsi da fare nel e per il comitato.

FERRROVIA: I PARTITI FANTASMA

4 Febbraio 2006 Nessun commento

Più si avvicina il 9 Febbraio, data della convocazione della Conferenza dei servizi, più emergono posizioni ambigue, fumose, oscure. I politici locali, provinciali e regionali nelle loro esternazioni si esibiscono in veri e propri numeri circensi: piroette, funambolismo, salti mortali. Così, non sono in molti a dire chiaramente no al tracciato, mentre con una attività retorica di bassa lega, in molti cercano di apparire straziati per i danni ambientali che provocherà la ferrovia, salvo poi con fumose argomentazioni sostenere l’ineluttabilità dell’attuale progetto. Le Istituzioni dal canto loro sono distanti, chiuse nelle loro torri di avorio non sentono il bisogno di comunicare con i cittadini, dei quali evidentemente non hanno un grande rispetto. Un’altra stranezza è rappresentata dalla assoluta mancanza di posizioni nette e chiare dei partiti politici. Sembrano essersi eclissati dietro il protagonismo di alcuni esponenti. Sia ben chiaro, ognuno di costoro quando parla lo fa a nome del rispettivo partito; ma poi si scopre che se l’esponente di un partito è di Fara in Sabina, magari a denti stretti, dice no al tracciato; se invece, per esempio, è di Poggio Moiano o anche di Rieti e dintorni, pur essendo del medesimo partito, si esibisce in cavilli e distinguo, piroette e salti mortali fino a dipingere una oscura notte in cui tutte le vacche sono nere. Ma, se nei partiti esistono tante posizioni quanti sono i campanili, non vi è più una linea politica unitaria e l’azione politica ptrebbe rimanere, Dio non voglia, in mano a pochi o addirittura a qualche grande burattinaio la cui volontà e i cui interessi diventerebbero gli interessi del partito. A questo punto non sarebbe più corretto definire partiti quelle organizzazioni. Esse ne sarebbero il simulacro. Fantasmi che si aggirano nel territorio, comparendo e scomparendo in funzione di interessi particolari. Se le cose dovessero essere queste sarebbe dura, alle prossime elezioni, presentarsi dai cittadini con quei colorati simboletti dei partiti, almeno che in questi giorni (pochi) che rimangono prima del 9 Febbraio, non si assista ad un ravvedimento dei partiti, i quali prendendo una posizione inequivocabile per il no al tracciato, facciano seguire comportamenti consequenziali, se necessario anche dolorosi, nelle istituzioni di cui essi sono espressione.

IL TRENINO DI PAPERINO

13 Gennaio 2006 1 commento


Era ora! Finalmente anche la Sabina avrà un’imponente opera pubblica. Chi avrebbe mai potuto pensare ad una così grande opera? In effetti l’impegno intellettuale è stato enorme e solo lavorando sodo dalla mattina alla sera e dal Lunedì alla Domenica è stato possibile partorire un progetto veramente importante, non solo per la Sabina, ma per tutta la Nazione, anzi, a ben guardare, anche per la gran parte dellEuropa. Ed è per questo che la ferrovia Passo Corese – Osteria Nuova è stata inserita nella legge obiettivo, tra le grandi opere. Grazie ad essa il nostro territorio riceverà lo sviluppo che merita. I paesi diventeranno città, le strade autostrade, nasceranno case, palazzi, alberghi, grattacieli, fabbriche, discoteche, teatri, negozi, centri commerciali, boschi, piste ciclabili, funivie e forse qualche metro di spiaggia; insomma avremo finalmente un futuro migliore. E tutto questo grazie alla ferrovia, a quel binario unico che serpeggiando, curvando, salendo, faticosamente, lentamente, arriverà alla agognata meta: Osteria Nuova. Beh, a ben guardare, il percorso somiglia più alla ferrovia del trenino di Paperino; sarà per le curve, per i terrapieni, per i viadotti o forse perché è ad un solo binario, ma ha qualcosa di fiabesco, incantato. Ma perché privarci della possibilità di sognare. Forse perché l’opera costa svariati milioni di euro? E che diamine! Qualcuno li tirerà fuori. Forse perché il tracciato della ferrovia è più lungo della Salaria? Ma cavolo! Non lo sapete che il treno va più veloce delle automobili? E questo raggiungerà forse i 100 km orari, o almeno lo farà in tutto il percorso, ad eccezione dell’unico tratto a doppio binario, il viadotto alto 33 m in prossimità di Montegrottone, che funziona da incrocio; infatti proprio lì dovrà aspettare il treno che va nella direzione contraria. A pensarci bene, proprio su quel viadotto, per il bene di tutta l’Europa, ci si potrebbe fare una stazione, la stazione di nonna Papera.

FERROVIA PASSO CORESE-OSTERIA NUOVA: GRANDI OPERE, GRANDI DANNI.

1 Gennaio 2006 3 commenti

La linea ferroviaria Passo Corese-Rieti è prevista dalla legge obiettivo del 2001 che individua alcune grandi opere di rilevanza nazionale (come per esempio il ponte sullo stretto di Messina). Il progetto preliminare è pronto dal 10/04/03. Sono stati eseguiti i sondaggi geologici ed è ormai pronto il progetto definitivo. Prossimamente ci sarà la conferenza dei servizi ed immediatamente dopo si passerà alla operatività. Tuttavia la ferrovia verrà finanziata solo per il tratto Passo Corese-Osteria Nuova e sarà ad un solo binario salvo un breve tratto su un viadotto nei pressi di Montegrottone che svolge la funzione di incrocio. La realizzazione dell’opera comporterà un forte impatto ambientale in tutto il tracciato e in alcuni tratti assumerà i contorni di una vera devastazione.
Tra i territori più danneggiati vi è senz’altro quello del comune di Fara in Sabina che viene attraversato (e tagliato in due) per 15 Km, con la conseguenza di un totale stravolgimento della attuale vocazione del territorio. Non sono previste stazioni intermedie il cui elevato costo di costruzione e di gestione non sarebbe giustificato dall’esiguo numero degli utenti della zona. E del resto l’unico tratto a doppio binario, presso Montegrottone, si trova su viadotti.
Le gallerie sono ad un solo binario quindi sono larghe qualche centimetro in più del treno: non sarà agevole uscire fuori in caso di incidente! La galleria Fonte Luna, presso Coltodino, lunga ca. km. 2,5, attraverserà trasversalmente la vallata, e provocherà un effetto drenante macroscopico nelle acque di falda che porterà al prosciugamento dei pozzi di Prime Case e Coltodino e zone limitrofe. (Ovviamente lo stesso effetto si ha per tutti i tratti in galleria).
Sono previste anche gallerie cosiddette artificiali, realizzate facendo uno sbancamento e successivamente ripristinando il tetto della galleria. Ma è molto probabile che per mancanza di denaro rimarranno scoperte e incomplete.
Alcuni tratti delle gallerie sono ad una profondità talmente esigua (20m ca.) da far ritenere che i lavori provocheranno sollecitazioni tali alle abitazioni sovrastanti da comprometterne la stabilità.
I viadotti sono molti e alcuni molto alti; un viadotto sotto Montegrottone ha una altezza di m. 33: un vero grattacielo! I tratti a raso, cioè a livello del terreno, sono sempre realizzati con terrapieni e scarpate necessari ad ottenere la pendenza voluta; e siccome la terra per realizzarli non basterà, si dovrà attingere ad una cava nei pressi. Secondo alcune voci il sito è già stato individuato in località Gramiccia, presso Canneto.
Alle uscite e alle entrate delle gallerie più lunghe vi sono poi i piazzali attrezzati: grandi sbancamenti con strade di accesso create ex novo.
Tra viadotti, deviazioni di strade, gallerie, terrapieni, verrà prodotto uno sfregio al paesaggio di una buona parte del territorio del comune di Fara Sabina.
Inoltre la linea ferroviaria comporta dei vincoli di inedificabilità nei due lati complessivamente di 150 m; tali vincoli sono già operativi su tutto il territorio.

LE MANI SULLA SABINA

30 Dicembre 2005 1 commento

Ormai non passa mese che non si scoprono sempre nuove iniziative, progetti e decisioni che riguardano il territorio della Sabina. Sono tutte, beninteso, presentate come positive, foriere di sviluppo, portatrici di occupazione, vere panacee di tutti i mali. L’elenco sarebbe lungo: il nodo intermodale di Stimigliano Forano, l’A.S.I. di Passo Corese, i generatori eolici dei monti di Vacone e Poggio Catino, il tracciato della E45 Orte Roma, la ferrovia Passo Corese Osteria Nuova, ecc. Ma, viene da pensare, sarà poi vero che in così tanti si stanno preoccupando per il bene della Sabina e dei suoi abitanti? Tutti amorevolmente prodighi per il bene di questo territorio da sempre dimenticato? No, francamente non è possibile crederlo! E invece più probabile che la Sabina sia stata “scoperta” dal grande capitale pubblico e privato come un territorio inerme, non combattivo, indifeso, a due passi dalla grande città, per fare da camera di compensazione, dove mettere tutte le cose scomode, inquinanti, deleterie, necessarie all’Urbe. E allora? Allora, se non si vuole essere travolti da scelte sconsiderate di qualche politicante senza scrupoli, se si pensa di avere un diverso modello da proporre, non rimane che rimboccarsi le maniche e darsi da fare; indagare sulle opportunità che, improvvise, compaiono, cercando di capire quanto c’è di vero e quanto è finzione, quanto c’è di positivo e quanto c’è di nefasto, scoprendo i trucchi, rispedendoli al mittente e proponendo alternative possibili.